Angela BizzarriIl ricordo di Angela Bizzarri è vivo in tutti noi.

Dopo una lunga malattia, che non le ha mai impedito in questi anni di vivere pienamente la sua passione sportiva ed educativa, ci ha lasciati a soli 52 anni Angela Bizzarri.

E’ impossibile parlare di Angela senza farsi prendere dagli aneddoti, dagli episodi, dai ricordi di una vita. Una vita che non è mai stata semplice o comoda ma, in qualche modo, proprio per questo l’ha fatta diventare una persona vera.

Nella vita di Angela, la ginnastica era il suo mondo ed il CSI la sua casa. Ma non con le parole o la vuota retorica. La Yuppies Zavattaro era la sua polisportiva, nata e cresciuta all’interno della Parrocchia della Beata Vergine Immacolata ed il CSI Bologna, di cui condivideva senza esitazioni il percorso associativo, la sua naturale destinazione. Ne ha infatti attraversato gli ultimi 25 anni senza farsi mai distrarre dalle tante vicende che le accadevano intorno, per lei non contavano tanto i comportamenti delle persone, quanto l’importanza dei valori.
Nel 2010 è stato unanime il desiderio di assegnarle il riconoscimento di Dirigente dell’Anno CSI Bologna.

I primi passi nel CSI di Bologna, Angela Bizzarri li ha fatti nella Commissione Tecnica Provinciale Ginnastica, dedicandosi alla formazione delle giurie e alla stesura dei programmi. Velocissima la crescita, dovuta alla sue grandi capacità: prima l’arrivo alla Commissione Tecnica Regionale poi, in breve tempo, la chiamata nella Commissione Tecnica Nazionale, proprio come responsabile dei giudici.

Gli anni passati nel CSI hanno coinciso con una crescita esponenziale dei numeri della ginnastica che, anche grazie al suo lavoro, ha visto esplodere la partecipazione ai nostri eventi, fino a raggiungere o superare il migliaio di atlete partecipanti in gare che si sono ormai trasformate in manifestazioni lunghe tre giorni, con tantissime società sportive coinvolte. Anche a livello nazionale, la ginnastica è diventata la disciplina regina, con oltre 2000 atlete ed atleti coinvolti alle ultime Finali.

Alla Finale Nazionale del gran premio di ginnastica artistica CSI a Lignano Sabbiadoro di Maggio 2017, Angela non ha potuto essere presente ma, costantemente in contatto con tutti i dirigenti, la sua guida è stata ancora una volta fondamentale.

Angela ci ha insegnato ad essere così. Ad amare uno sport sano, dove la crescita tecnica non deve mai essere messa in secondo piano ma viaggiare di pari passo con quella umana ed associativa.
Ci ha insegnato la volontà di creare uno sport di alto livello, con un’attenzione particolare per tutti, anche e soprattutto per chi è meno dotato, come la bambina che, magari a 4 anni, ha già qualche piccolo problema a coordinare una corsa con un salto in pedana.
Ci ha insegnato a non arrendersi, a perseguire con forza ogni progetto. Ci ha insegnato che c’è un momento per essere protagonisti, ma anche un momento per farsi da parte, dopo aver contribuito a far crescere altre persone ed altre competenze.
Ci ha insegnato che esiste ancora, da qualche parte, un modo di vivere lo sport dove ogni minuto speso non viene contabilizzato o monetizzato, ma viene vissuto con il massimo impegno e competenza, solo per essere “regalato” agli altri.

Il suo sogno era quello di un impianto bolognese dedicato alla ginnastica; l’impegno non si è fermato ma è diventare realtà e, oggi, siamo onorati della presenza del PalAngela di via P.Veronese 3/A a Bologna.
Il suo testamento è stato proprio questo: essere sempre una figura di riferimento, semplice e trasparente, per tutte le atlete che, crescendo, hanno visto la loro vita completarsi sia come sportive che come persone. Oggi salutano il loro capitano, che le ha guidate durante la sua vita. Oggi onorano il loro capitano, che le ha guidate durante la sua vita, allenandosi nell’impianto che ha sempre desiderato.

Angela era una bolognese doc, amava i girasoli, i colori rosso e blu del Bologna FC e le canzoni di Lucio Dalla. Il suo carattere diretto e sincero si percepiva dalla battuta pronta, dalla sua difesa incondizionata delle proprie atlete, che si fermava solo davanti ad una sua certa timidezza, quando doveva ritirare un premio o ricevere un riconoscimento, per se stessa o per la sua società sportiva.

Saremo vicini a Federico e Arianna, e continueremo a ricordare Valentino: anche a loro dobbiamo tanto.

Il modo di vivere di Angela Bizzarri, quel modo di concepire lo sport con il sorriso e con quella leggerezza che le era propria, sia presente oggi e per sempre nei nostri cuori.

Buonanotte, anima mia. Adesso spengo la luce, e così sia

Lucio Dalla